amore navigazione stanze

Hai un SITO web?   Lo vuoi pubblicizzare GRATIS?   c'è ASTA DEL BANNER

 

  amore fame tempo pazzia passione english francais

vita e misfatti

archivio

raccolte

email

about map

 

015

 

Case contorte e ritorte

 

Case contorte e ritorte su loro stesse

Statue asfissiate dal freddo e quel nero che avvolge la vista togliendo sospiri

Imprigionando la forza di risplendere alla tenue luce dell’estate scandinava

Lontana, lontana dal mio 62 che all’imbrunire pietoso mi porta a casa tagliando

La vecchia città, accostando l’arcipelago per insinuarsi sulle vecchie pietre dei viali

Dove i colori sono l’arancio e il giallo e le facciate dei palazzi asimmetrici e raggruppati gli uni sui prossimi

Confortano le anime silenziose al di sotto di un cielo basso e pesante

Mi sono perso per strada, ho lasciato dietro questo mio inchiostro ricalcato e sudicio

Ho sudato sotto al tropico di una diversa e rinnovata avventura spezzandomi il cuore

Cancellando un passato al quale voglio in eterno ripropormi e stringere.

Stoccolma mi ha cavato i reni, sgonfiato i polmoni seppellendo immagini bellissime

Quelle di un sabato pomeriggio quando le vetrine luccicano e la gente ingorga le strade in un chiasso vivente soffermandosi, stringendosi vicina con qualche occhiata, ad ogni passo.

Ho perso troppo in un istante, ma brinosa rimane la riconoscenza per un’epoca da raccontare, da vivere in eterno quando un pugnale affoga nel sangue ed il freddo sdrucciola via il sorriso

Con una donna le gambe allargate ritorna          invita l’amante eretto, verso lei cede e si getta per consolare ancor la fatica dell’essere per sempre insieme         e un bel ricordo per me mentre lo rivivo solo

Fra me e me.  Manca la parola e s’impenna una lieve disperazione         rovinosa

Come il sole quando abbaia nella neve e provoca sudore nella schiena, prurito sulle labbra

            Disagio sotto alla vita e male al cuore.  È la città d’acqua coi suoi canali sommersi dal ghiaccio

vascelli esposti al giorno e la brezza marina leva agli uomini un lungo fiato dal quale di rovescia giù una cangiante pioggia che sa di cielo azzurro e candide  nuvole.  Non regge però il mio paragone

la distanza annienta l’olfatto, toglie il gusto e sviscera incolpamente la vivacità dei colori.  Mi sento solo come quando non capivo di esser fortunato.

 

bottom-navigation

 

  

copyright 2001, stanze.com   all rights reserved. to re-publish, please email

 

 

 

links

contributions

photos

shop

top

  

email

news

about

map