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amore | fame | tempo | pazzia | passione | english | francais | |||||
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Bellissimo Chi mi ha lasciato solo
salivato ed insalivante le arie festose del primo febbraio non sarà la gremita speranza di
ronzare in climi migliori il caldo voluttuoso di un corpo
di carne fresca mentre riscaldava le mani, l’addome e la respirazione espirante
l’attesa sospirata nella mai inquadrata pace di vivere e non e la lacrima
strappata a me dal vento e l’incriminante voce che ho sbattuto alle porte del
vasto cielo sovrastante I miei stati d’animo volatili come le farfalle
equatoriali o il merluzzo che si sbalza dalla corrente biancheggiate del
ruscello. Solo in un paese cupo di
sentimenti pesanti e metallici, niente aura nel mattino cittadino, non il
profumo di una rosa, non il colore di un ciclamino, e riposa la fame di una
aurora rosea e divampante I peccati e le miserie di un mondo stanchissimo e
distratto nel ruzzolare giù dalle stelle che lo tenevano sospeso nel mezzo
dell’universo da fili trasparenti, da ragnatele tessute laboriosamente da Dio. La mia ragazza ragno mi succhia il sangue violaceo dal pettorale mancino snidando la sciagura svanitasi dentro. Ciò rinfresca crudamente il mio orfano sesso, un cerbiatto sfuggito nella foresta e l’esaurita fiducia che dissuade anche me dall’espirare solo per me quest’eutanasia. |
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