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Prezioso Elisir
Una famelica e vorticosa domanda dibatteva
vantando immaginarie notti e lucri
la speranza tenace per il nome della mia signora
e urla di morte per barricare nuove umiliazioni
bavose e immasticabili
non per intrigolarmi la lingua
ma per sciogliere un sorriso beato
sottovoce dinanzi all’aspettato tragitto lunare
con gli occhi stonati
i rododendri appaiono vispi.
Disgustosa inutilità bruci al colore dell’oro
scrupolosamente il minimo oltraggio
e la camicia fradicia che si attilla agli odori dell’uomo latino
un tango nella notte stellare un cesare che festoso sovarca gli dei
e la lapide del cimitero è una pace
alla blanda serenità delle mure vecchie di Pistoia.
Il velo dorato delle nebbie
e la belluria vanitosa della giovane sposa
che non sa ben di cosa è fatto l’uomo:
è da sciorinare anche il cuore
per estrarre quel prezioso elisir
per il quale talmente tanti conterranei
sono andati in rovina dimenticando
si assaporare il momento
e mantenere lo splendore con il bagliore del primo
innocente amore.
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