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Stringetevi
intorno docili
Stringetevi introno docili tenetemi le mani anime sane la mia pelle rugosa stringete sotto alla polvere di un pomeriggio lento e calmo il profumo di freschezza del mio corpo da ragazzino si era sepolto con una vocina sfilata di tonalità cieche ho raccontato porgendo le mie lacrime in un calice verde pallido raccontando le mille cose qui attorno a me distinte una ad una, a te le riverso in un bacio insalivato dalla mia lunga piagnucolata una colata di lave riardenti la poca speranza la felicita annoiante Le musiche della radio suonano vicine come le voci di tanti morti mentre schiarendosi nell’attimo stesso il cielo compare vivo, un brulichio di formiche queste nuvole che non sono nuvole ma uno stormo di goccerelle bacchettate dal vento e un calmo sovvenire d’arie adesso che il sole non è per noi, tanto fredde. |