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Neppure il sogno
Non
sono l’infante titubanteNon sono l’infante molestanteIl mostro sacro arranca
e abbocca
Un vero segno di tempi avvincenti
Questa voce lenta e grave mi addormenta
Come finì per incantesimo il medesimo
Al risvegliarsi un barlume celeste sembra voler accennar
All’ira della verissima paceSe poi non finisse lo sgomento immutabile
Se poi venisse meno la sensazione più vasta
tutta la chiarezza donata alla felicità sì
smaglianti compagnie, l’idea realizzatasiper un istante in cui posso rivervare
una liberatoria memoria.
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