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Lamento Sentito dire di un tempo passato di un giorno di grande luce ove improvviso Il sole annego fra nuvole dense, e così il di svanì la luce e cadde come un macigno In un destino triste e brutale l’avvincente percezione per isolare basta un niente, quant’è facile nascondersi non confrontare la realtà, dissipare nel nulla per non sentirsi un nulla, aprire nuove scatole Cercare altrove l’evasiva distrazione e mai rivolgere Attenzione. Ricominciare da capo: Cancellare il tempo mal andato, arrembare un giorno nuovo La metodica opportunità che oramai è effimera i tentacoli della società giungono ovnunque, le dita del gigante schiacciano ad uno ad uno i fatti e misfatti, gli errori, stupori, i segreti Sembra scoperchiarsi l’essenza, l’anima la persona rattristrita nella sua ermetica nudità Ermetica nudità umiliante, per quanto ancora Allora il coraggio di non dire ancora basta: La ribellione e la rabbia si accumulano fra queste barriere – ci vorebbe qualche momento lento lungo e spento a sottrarre l’angoscia e le sue emozioni animali e cattive intenzioni. Non so come spiegare, ma appare e scompare l’odierno pensiero Sarà la fine dei miei giorni, il nuovo annegare in acque gelide e pesanti. |