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023

Lamento

 

Sentito dire di un tempo passato

   di un giorno di grande luce ove improvviso

Il sole annego fra nuvole dense, e così il di

svanì la luce e cadde come un macigno

In un destino triste e brutale l’avvincente percezione

per isolare basta un niente, quant’è facile nascondersi

non confrontare la realtà, dissipare nel nulla per

non sentirsi un nulla, aprire nuove scatole

Cercare altrove l’evasiva distrazione e mai rivolgere

Attenzione.  Ricominciare

     da capo:

Cancellare il tempo mal andato, arrembare un giorno nuovo

La metodica opportunità che oramai è effimera

i tentacoli della società giungono ovnunque, le dita

del gigante schiacciano ad uno ad uno i fatti

e misfatti, gli errori, stupori, i segreti

Sembra scoperchiarsi l’essenza, l’anima

la persona rattristrita nella sua ermetica nudità

Ermetica nudità umiliante, per quanto ancora

  Allora il coraggio di non dire ancora basta:

La ribellione e la rabbia si accumulano fra queste

barriere – ci vorebbe qualche

momento lento lungo e spento a sottrarre

l’angoscia e le sue emozioni animali e cattive intenzioni.

Non  so come spiegare, ma appare

e scompare l’odierno pensiero

Sarà la fine dei miei giorni, il nuovo annegare

in acque gelide e pesanti.

 

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