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Le Ossa Il sangue sembra ben
lontano come sviscerare ciò che più non c'e il passato come
uno spettro solare campi bevuti dal
sangue campi e campi
ondulati dal ferro dai fantasmi che
percorrono mosaici di medaglie pagine e pagine
di nomi scolpiti torri e monumenti
e croci mai solitarie ossa sopra ossa,
ossa rotte, ossa sole, ossa senza pelle ossa nere, ossa
spezzate e disperse, ossa d'oro con la luce della pace il pomeriggio prima del
tramonto e del sospiro ossa sboccanti:
troppe ossa sono perse in alto su queste mura fra la fredda
paura sin qui sopravvissuta nomi e nomi senza
ossa crani e crani fra
mille ossa solo per chi il
sangue lo conosce bene, il sangue finestre, vetri
arancio dietro di cui ossa irriconoscibili
figli del cielo e della terra la memoria
raccolta nelle vostre ossa immobili e viventi vibranti,
pressanti e pesanti, toccanti sgretolanti il soffermarsi
del tempo, il rimpicciolirsi del presente assente fronte al
vostro mare raccolto con la misericordia di un lungo
malefico sacrificio. Rivivo nella mia
fiducia tutto questo male, le grida, la polvere sollevata da mille ordigni i corpi
impregnati di fango, il diluvio che non riesce a sottrarre il sangue al fango che non riesce a
calmare gli odori del male un ossario
sommerso la ferocità
ritrasmessa sospinge una gelida felicita pacata ma serena commovente il
trovarsi senza munizioni e corpi mutilati
ancorati ancor lì lì nei campi ai bordi della
città mentre sembra risvegliarsi al mattino dal brutto sogno
che non si caccia via e trattiene l'oscuro e il lucente presente I fischi delle
artiglierie rendono il silenzio della domenica religioso non ho visto,
eppure questa zona di morte si anima dentro me mai vedetti di poter esser più sereno. |