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028

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Il sonno ha colpito ancora
alla cieca
disgiunto e disunito
demorso dalla dinutilità dalla gran sapienza
l'impostore la voglia di andare oltre al monotono
annegare in un mare di pazzia
scaricare il profumo della primavera
per trovare un fuoco bruciante ogni visione
la visione gremita di amore
quella che invano sembra accostarsi
per soffermare nella magia
un sogno bellissimo
per mai prolungabile
le membra sono sfrenate
come la selvaggina mentre scappa
senza poter capire perché nel frastuono
sono gli istinti a sopraffare
a rapire il cuore e lasciar correre la mente
come se fosse stata una lunga cavalcata nel deserto
sotto a nuvole bassissime e pesanti
una camminata nella neve
con il veto dal nord che sfrangia e sconocchia
la schiena che scrocca
l'umidità adagiatasi penetrante
sulla pelle nelle ossa
col cuore in Ola per il battito affannoso
nel deserto di neve bianca
l'affaticamento sovviene per il dispendio fisico
per gli scarponi in neve alta
ma per quel senso di panico immediato
quando il tramonto non avverte e scaccia la luce
si propone ubriacante come la stessa stanchezza
e le membra non sanno dibattere
non sanno sostenere con equilibrio
la strana sensazionalità per il piacere di sentire e vedere
e incontrate e conoscere e questionare
tanto di più scontato, l'aspettarsi che il bicchiere di vetro
sia trasparente, chiaro come l'acqua cristallina
ed ho pur sempre mantenuto il piacere di imbrigliare la bicicletta
ma c'è ancor una verissima meraviglia lumeggiante nel senno
conversa con il cuore e mi da furore di vivere
sverza la monotona essenza lavorativa
spacca lo sguardo onesto di chi ha lavorato seriamente
divaga lo spirito come non mai
come adesso potrebbe a giammai mancare

Il sonno colpendo
ha steso un suo braccio verso me,
adesso voglio dormire e riposare
delle fatiche affaticanti,
le sette fatiche,
affaticanti non solo il corpo, le membra
...Ad occhi chiusi mi ritrovo,
delusi coloro che mi aspettavano
giovane e ricco di forze da spargere:
come una mitologica figura antica.
Essi sono stupiti,
mentre se domandano
questionando la ragione,
il sonno colpisce ancora
sbracciando qualcuno poco fa pimpante, energico
non più nella stretta morsa
stringente.
E dire che questa giornata
ieri era aspettata: per cosa?
non per questo benvenuto riposo né per il lieto fine
tanto spensierato, distaccato
dalle intenzioni pretese,
attese inconsciamente.
Maledetto questo fardello
riaccinto e stancante presto
ogni necessaria facoltà.

 

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