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E la TV è Accesa Traspare la
stanchezza, era da tanto che non prendevo su carta e penna e come per
consolarmi dalla solitudine scrivo quasi a me stesso l’altra sera mi
sono addormentato tardi mentre nella
freschezza della campagna viene su la
nebbia ogni sera per cullare il nuovo autunno erano anni che
non osservavo le querce arrossite nella stagione brucianti all’oro
del basso sole e nei sentieri di
bosco che menano giù allo stagno il fango è
ricoperto di fogliame morto e tenero però pare dentro me
questa rinvenuta stagione elusiva e non posso
evaderla in questa casa di campagna come scuotersi di
dosso una fossilizzante compiacenza ? : l’abbeverare
l’animo a dolci irrifiutabili episodi infantili arginare le arie
impregnate del sangue giovine, nostro su questa terra fradicia ed il suo
richiamo sotto la pioggia l’eco in fondo
alla strada quando è gia inoltrata fra i campi di granoturco adunato l’aria qui è
forse più densa e pesante che altrove e mi prova troppo
la pur sopportabile mancanza del tempo trascorso altrove ovunque, mi pare
di scivolare in una psicosi artificiale anticipando
l’inverno che forse non ricordo, sorvolando le voci della soggettiva incomprensione. |
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