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022

 

Ci Siamo

 

 

Bambini

 

Bambini

  Bambini violenti

    e violenti e cretini

  come sono io ora adesso nella luce del Signore

Violenza fratricida

  Vivida di immagini ruvide sperperate

e il tuono nella notte

    di ansie ansiose insieme ancora

spella la pelle di ogni vita

            Estinta

da fiumi di fuoco avido, eh

  sornione gira

il motore di una coscienza

            Che uccide

e scongiura con la stesura di una amante

  la morale

che credevo mia.

 

 

Le strisce variopinte

 

Un fiore, un'onda

un'ombra di donna

una goccia di oceani sconfinati

ed il briciolo di una focaccia salata

per lasciarsi andare la serata

                        e dormire

Un affronto che affondo

e muoio dalla gioia al verde e

viola, alla corrente accorrente sul fior della quale

sospinta si innalza una bandiera

                        di pace

 

La Sera

 

Un coro di voci giovini

sedute sui gradini della

notte, nelle tenebre cariche d'aria. Un'unica

voce sfiatata e stentante

adesso ricolma e riempie il cielo di luce

soffice

 

 

 Una Sera

 

Un barbone cinico domanda al cielo

di piangere, implorando

il cosmo di esser per una notte

in sintonia con la tragedia.  Per timore

di non esser avanti più forte l'indomani...

Adesso pioviggina appena

nella notte oscura

            della sera

 

 

Quiete Strada

 

Questa strada ci divide

E una strada amara che striscia

le nostre rughe

davanti ad un piatto di penne pomodorate

La calpesto e l'attraverso

piangendo il deserto

e la siccità desolata fra noi

al cielo in farfalla su due corpi

a sudare

ghiaccianti ciascun l'altro

 

 
Il rosso ed il nero

 

Un ahahh incantevole a riposo il corpo roseo di bontà

un vento non chiude bocca, non sta zitto!

e sbatte le porte e finestre

col canto del merlo presso, non se stesso

un vortice di colori di piena estate

un’ancora alle sabbie fini dei Caraibi

una melodia creola e selvaggia contagia le indie

la Polinesia, nuove isole disparate e disparse dai monsoni

in mille acquazzoni ove compare sempre alla fine un sole lucente

nel profumo di mille corpi sinceri

Il mio elefante bianco, il cimitero della natura

ed un barrito saluta la mia venuta

a quel passo di sandalo leggero

un’essenza di miele o di fiori al miele

è rosso, è blu, è porpora, è verde e turchino, e brilla

al sorriso di una fanciulla che non sa

ma io l'aspetto e tuttora l'invidio per le sue canzoni ballate coi fianchi

in punta di piedi tintinnanti di conchiglie argentate

Rosso in faccia, nero nel cuore e nel sangue

ho spremuto le  gocce di questo succo, l’inchiostro oscuro

svuotato dalle vene infiammate, e purifico le colpe!

alle quali rivolterò per sempre le spalle

con  le quali non m'immischierò più splendendo fiducioso un volto

raggiante ogni pace rapita, il nero e il rosso

ed una goccia appena salata e trasparente del profondo Oceano Indiano

che mi son bevuto

 

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